DICONO DI LUI

Frammenti d’identità è il titolo della personale di pittura e scultura dell’artista lucchese Giuseppe Aldi che si terrà dal 12 dicembre al 7 gennaio nella sede dell’associazione artistico culturale Simultanea Spazi d’Arte a Firenze. Dopo gli esordi come pittore realista, Giuseppe Aldi ha maturato una visione artistica che guarda con interesse all’astrazione informale, trasformando la tradizionale prospettiva pittorica in una simbolica proiezione del suo vissuto. Come recita il titolo della mostra, le opere esposte esplorano il concetto d’identità come diaframma tra sé e l’altro, tra il visibile e l’invisibile, tra l’interiorità e la realtà esterna, risolvendosi in una sintesi cromatica e gestuale che restituisce il senso di una profonda frammentazione interiore. Il colore guida lo sguardo dell’osservatore all’interno di una dimensione spaziale illimitata, passando attraverso diversi strati di lavorazione ottenuti combinando colori acrilici e pigmenti materici. La mostra si articola in quattro sezioni - Esplosi, Reconditi, Percezioni e Stanze segrete - che ruotano intorno al concetto di origine declinato con un uso del colore sempre diverso e con la presenza di un fulcro da cui le pennellate si propagano fino a spingersi oltre i limiti della tela. Il risultato è una configurazione cromatica dinamica e potente, che ora si divide come per effetto di un'esplosione, ora assume un andamento circolare, ora si distribuisce lungo le direttrici di un'ideale prospettiva. Al rigore delle pennellate impresse con vigore sulla tela, si contrappone l’indefinitezza dei colori di fondo, che azzerano la bidimensionalità del supporto e lo trasformano in uno spazio mentale, dove sono i ricordi, i pensieri e le sensazioni a prevalere. In alcuni dipinti il soggetto naturalistico si disgrega totalmente davanti agli occhi dello spettatore, lasciando vaghe tracce della sua presenza; in altri, invece, il dato oggettivo resta riconoscibile, con il risultato di sospendere lo sguardo tra realtà e astrazione. In certi casi la gamma cromatica si restringe a poche tinte per convogliare l’attenzione su di un’apertura centrale che sembra evocare una fessura sull’inconscio o un varco da attraversare per spingersi oltre il visibile. Sono opere che nascono come dichiarazione di uno stato d’animo, di una visione della propria interiorità, e che, allo stesso tempo, vogliono esaltare il gesto dell’artista fino a farne il vero soggetto del dipinto. Nelle sculture, realizzate con materiali di recupero, il frammento viene ricondotto all’unità mediante l’assemblaggio di singoli elementi - dadi, bulloni, rondelle, blocchi e piastre di ferro - combinati in maniera da creare figure simili ad un automa, vale a dire un incrocio tra l’essere umano e la macchina che esemplifica il senso di alienazione sotteso alla società contemporanea.  ( Daniela Pronestì  Critica d' arte laureata in storia dell'arte )

Un viaggio nella pittura di Giuseppe Aldi

 

 

Di fronte agli spartiti pittorici che Giuseppe Aldi ha proposto nella sua recente mostra fiorentina,  “Frammenti d'identità”, la prima suggestione percepita è stata quella di una visione ipnotica dello spazio che mi ha riportato alla mente certi “effetti speciali”, come i corridoi di luce nelle immagini psichedeliche del viaggio interstellare del famoso finale di “2001 Odissea nello spazio”, storico film di Kubrick, ma anche quelle dei tracciati grafici della propagazione delle onde sonore.

L'artista, come asserisce egli stesso, concepisce ogni opera come un percorso, un viaggio, e guida il colore a definire moti centripeti o a delineare linee convergenti verso un ideale punto di fuga centrale ma, mentre procede dall'interno verso ed oltre i confini del quadro, della tela, per effetto ottico lo sguardo dell'osservatore viene catturato ad entrare verso il cuore, il nucleo più profondo dell'immagine in quella dimensione imprecisata e nebulosa che sta al di là delle fughe cromatiche.

Si può dire allora che guardando le sue opere anche noi possiamo intraprendere un viaggio, anche se diverso dal suo: magari lasciandoci trasportare, emozionalmente, attraverso i territori dell'immaginario fin dentro altre galassie, altrettanto che, visivamente, in quelli virtuali prodotti dalla tecnologia mediatica, riflettendo comunque la recondita necessità di ampliare e superare i limiti spazio-temporali della realtà.

E ciò che sorprende è che Aldi ci offre questa fascinazione di percorrere una “velocità superluminale” senza ricorrere all'uso di programmi informatici ma per mezzo del colore, del segno, di una materia pittorica insieme scabra e raffinata.

                                                                                                                              Roberta Fiorini

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Presso la Galleria Simultanea 

Spazi d’Arte Firenze

 con Daniela Pronesti e Roberta Fiorini

Giuseppe Aldi

La sottile linea tra istinto e razionalità

 

Dalla scultura alla pittura Giuseppe Aldi esplora con innovazione creativa nuovi orizzonti espressivi, affermandosi come un poliedrico ricercatore dell’arte contemporanea. Dal reperimento dei materiali per le opere scultoree alla passionalità espressiva della sua pittura, lo stile di Aldi fuoriesce dai consueti canoni dell’arte, rompendo gli schemi tradizionali e portando un’inedita modalità di “fare arte”.

Il linguaggio dell’artista lucchese si situa nella sottile linea di confine tra istinto e razionalità, dove la componente intellettuale appare ampiamente ravvisabile nella ricerca formale, spingendosi talvolta persino ad un’indagine geometrizzante nel caso degli “Automi”. Mentre gli aspetti istintivi esplodono nelle “Percezioni” con tutta la loro irruenza espressiva. E’ in questi dipinti che Giuseppe Aldi rivela la sua sincerità, rivelando il suo traboccante fiume creativo, segno di una personalità dal carisma forte e dal vissuto intenso.

 

Sabrina Falzone

Critico e Storico dell’Arte - www.sabrinafalzone.info

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Ad Arte Padova con Sabrina Falzone

" Nelle opere del toscano Giuseppe Aldi, assistiamo ad una visione futuribile dell'immaginario estetico dell'artista. Con un mix di gradevolissimo impatto estetico, il futuro ci è proposto nella prospettiva centrale del salto nell'iperspazio. Il segno della pittura vuole concedere solo il "giusto" nella visione delle forme, così, con gli oggetti/soggetti applicati sulla tela, ci immergiamo in quella dimensione del tempo dove si può andare avanti o indietro da un punto restando lì, ammirati dalla spensieratezza del colore, dalla semplicità della bellezza."


Federico Caloi

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Potrebbe sembrare il solito groviglio incomprensibile, ma la pittura di Giuseppe Aldi, pur inserendosi in quello che è il movimento astratto, rivela una logica partecipazione, una certa comprensione, un' idea fine molto chiara e molto sostanziale. Perchè l'Artista descrive una situazione e non un oggetto, dipinge un modus vivendi e non una persona, traccia il percorso di un'anima e non di un corpo. Ne nasce una pittura che non è una linea labirintica ma la presentazione di solide masse ove colore e segno rendono l'idea della situazione, che è quella attuale, che oggi coinvolge direttamente o indirettamente tutti noi. Sono i molti problemi della società occidentale rappresentati da Giuseppe Aldi in tracce, geometrismi o cunei per esistere in dimensioni inconsuete ma non per questo meno naturali. Linguaggio certo in certo messaggio. Ancora una volta il colore non è un mezzo ma il fine dell'operazione creativa, tesa a suscitare emozioni immediate, senza alcun bisogno di tirare ad indovinare, un colore che ha la sua influenza nell'organizzazione mentale: una ampia traccia tinta di blu che scorre stretta in una stesura striata e cromaticamente rosso ruggine, una traccia che diverrà torrente e poi fiume fino ad irrompere, trasbordare, invadere. E' quella che Giuseppe Aldi chiama "La Breccia" un'opera così onomatopeica, così sostanziale da non aver bisogno di commenti per essere compresa e valutata. Così tutte le altre opere di questo importante artista che partono dall'idea di una pregnante attualità per introdurla al pubblico in modo chiaro e leggibile come la scrittura stampata in un libro. Per questo non si può parlare di arte astratta ma più concretamente dell'arte di Giuseppe Aldi.

Dr. Giorgio Falossi

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